Pubblichiamo la descrizione delle osservazioni astronomiche effettuate nel mese
di Gennaio e Febbraio dell'anno
1846 a cura del
Prof. A. Colla
Direttore dell'Osservatorio Meteorologico della Ducale Università di Parma

(fonte “Gazzetta di Parma - 1846”)

 

 Brevi notizie sulla Cometa di Biela
 

La Cometa di Biela, è una cometa periodica scoperta nel 1826 da Wilhelm von Biela.

La Cometa fu osservata nel 1772 da Charles Messier, ma fu solo  Wilhelm von Biela che ne individuo l'orbita dopo il passaggio al perielio del 27 febbraio 1826.  Von Biela, individuò per la cometa che porta il suo nome, un periodi orbitale di 6,6 anni.

Durante il ritorno del 1846, fu osservato che la cometa si era frantumata in due pezzi. Nel 1852, i due componenti erano separati da una distanza di circa due milioni e mezzo di chilometri, mentre non vennero individuati negli anni 1859, 1865 e 1872, nei quali ne era previsto il ritorno.

Il 27 novembre 1872, giorno in cui la Terra attraversava l'orbita della cometa, una intensa pioggia meteorica (circa 3000 meteore per ora) investì il pianeta. Le Bielidi o Andromedidi che furono osservate per tutto il XIX secolo si sono via via affievolite fino ad essere ad oggi scomparse, sembrano indicare l'avvenuta distruzione della cometa.

 

 OSSERVAZIONI DEL 5 GENNAIO 1846

            Già da tre sere la Cometa di Biela si è resa invisibile attraverso i cannocchiali per la presenza della Luna; e così sino alla metà del mese. Cioè dopo il plenilunio, non si potranno ripigliare le osservazioni.             Questa Cometa dopo le sere del 16 e 17 dello scorso dicembre è stata da me ancora osservata in quella del 22, 25, 26, 27, 29 e 31. Anche in questi giorni non presento alcuna traccia di coda, né di nucleo, né cangiò di figura, ma nella sera del 26, 27 e 29, con un cielo affatto sereno, la trovai alquanto più chiara nella parte centrale, e notai di quando in quando in tutta la massa nebulosa delle variazioni assai sensibili.   
          Nella metà di questo mese questa cometa apparirà sempre più luminosa e ancora di più presso il tempo del suo passaggio al perielio, ma anche nelle circostanze più favorevoli, non sarà visibile che con i telescopi.

            Parma, 5 Gennaio 1846

  OSSERVAZIONI DEL 30 GENNAIO 1846

            Nell'articolo del 5 Gennaio, io annunziai che la Cometa a corto periodo di Biela doveva riapparire attraverso i cannocchiali alla metà di questo mese, passato cioè il plenilunio, ma atteso la costante contrarietà dello stato atmosferico, qui non è stato permesso di rivederla che nella sera del giorno 26 e soltanto per pochi istanti: si è però potuto osservare comodamente nelle due sere successive e per alcuni momenti anche in quella di ieri. 
            Questa Cometa si presenta ora alquanto brillante, e se non è visibile ad occhio nudo, si riesce però a distinguerla con cannocchiali di mediocri dimensioni, cogliendo il momento della sua maggiore elevazione dall'orizzonte, nel principio della notte.
            Con un buon cannocchiale acromatico dell'apertura di 7 cm e della forza ampliativa di 85 volte, ho trovato che la nebulosità di quest'astro non è più di figura circolare come in dicembre, ma bensi ellittica, con maggior asse nel senso del meridiano.
            Fin ad ora non si distingue la minima traccia di coda ma benissimo se ne scorge il nucleo eguale ad una stella di 5° - 6° grandezza.
            Questa Cometa trovasi presentemente nella grande costellazione della Balena, ove si troverà ancora in occasione della sua nuova apparizione dopo il plenilunio.

                        Parma, 30 Gennaio 1846

 

OSSERVAZIONI DEL 17 FEBBRAIO 1846

La cometa periodica di Biela continua ad essere visibile nella costellazione della Balena anche con cannocchiali di piccole dimensioni, presentando lo strano fenomeno di due nuclei quasi egualmente brillanti, tra loro  distanti di alcuni minuti nel senso del meridiano, circondati da viva nebulosità terminale in debole chioma dalla parte opposta al sole. La porzione di nebulosità che rimane tra i due anelli è di luce molto debole. La prima traccia dei due nuclei venne da me e da altre persone qui osservata nella sera del 27 di Gennaio, ma in allora essi erano un poco più vicini, e il boreale piccolissimo e non discernibile che ad intervalli con forte telescopio.

 Parma, 17 febbraio 1846

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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